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Isole Pontine

A poche miglia dalla costa laziale, l’arcipelago delle Isole Pontine è riuscito a mantenere integri e incontaminati la natura e il mare. Considerato, fin dall’antichità, uno tra i più suggestivi ed incantevoli di tutto il Mediterraneo, è formato da 6 isole, di origine vulcanica con una varietà di paesaggi, baie e insenature di eccezionale bellezza.
Sono costituite da due gruppi distanti tra loro 22 miglia.

Il primo formato da quattro isole a sud-ovest del Circeo:
Ponza, Gavi, Zannone e Palmarola e il secondo orientato a sud-est, rispetto al primo, formato da S.Stefano e Ventotene. Questa ultima, oltre al vecchio porto romano (porto Nicola), dove è consentito l’accesso alle sole imbarcazioni entro i 12 metri, dispone in adiacenza, del nuovo porto (Cala Rossano).

Ponza

Isola principale dell’arcipelago riporta testimonianze del 5000-2000 a.C. circa la presenza dell’uomo preistorico nell’arcipelago, fu successivamente utilizzata come tappa dalle navi fenicie fino a divenire colonia romana intorno al 312 a.C.

Il porto progettato nel periodo pre-ottocentesco fu costruito nell’anfiteatro naturale sui resti delle antiche installazioni romane, su due piani, uniti da rampe alla soprastante piazzetta, oggi luogo mondano e di incontro, dove il 20 giugno si celebra la festività del Santo patrono Silverio papa.

Il porto può ospitare fino a 200 barche su otto pontili galleggianti, gestiti da privati, attrezzati con prese acqua e energia elettrica. Nei periodi di affollamento è possibile dare fondo in rada, tra il pontile di Gennarino e lo scoglio Ravia.

Tra i servizi a terra vi sono: distributore di carburante, scivolo e scalo di alaggio, gru mobile e rimessaggio, riparazioni motori ed elettriche, riparazioni scafi in legno.

Palmarola

Palmarola è la più occidentale dell’arcipelago, le sue coste sono contornate da numerosi pericoli ma vi troverete dei magnifici ancoraggi.

Arrivando da Sud, il primo paesaggio che si presenta è quello sorprendente di Cala Brigantina: a destra uno scoglio liscio e basso si staglia contro una parete candida di roccia stratificata che si rispecchia nel mare color giada; a sinistra il complesso impervio dei Faraglioni di Mezzogiorno fa da contrappunto allo scenario chiaro dell’isola.

Girata la punta, entrate nella cerchia craterica incisa da cale splendide, frantumata in scogli e faraglioni, nobilitata dal macigno elevato e ripido che sostiene la chiesetta di S.Silverio, patrono di Ponza. Sulla parete esposta a Nord, si aprono, come un alveare, le antiche grotte scavate nel tufo.

Vi consigliamo di visitare Punta Tramontana, da dove potrete ammirare una bellissima cala detta “La Cattedrale”, per la scogliera a picco che arriva sul mare e le grandi insenature che ricordano tale immagine. A Cala del Porto potrete trovare in estate un piccolo ristorante sulla riva.

Ventotene e Santo Stefano

Partendo da Ponza e facendo rotta per le flegree, si incontrano a circa 22 miglia le isole di Ventotene e Santo Stefano a loro volta distanti dal Circeo e da Terracina circa 30 miglia, da Gaeta 26 e da Ischia porto 24 miglia. Il vecchio porto dell’isola di Ventotene, Porto Nicola, è stato scavato dai Romani nel tufo, come anche le bitte e il portico lungo tutta la banchina, tuttora perfettamente funzionante.

All’imboccatura del porto e più precisamente alla base del blocco tufaceo dove si erge il faro, si può riconoscere la pescheria Romana per l’allevamento ittico, dotata di un ingegnoso sistema di ricambio idrico tramite condotti che sfociano in due vasche coperte. L’isola riserva molte altre meravigliose testimonianze storiche tra cui: i resti di un grande complesso romano verso la Punta Eolo; la scalinata Borbonica e la fortezza.

Oltre al porto vecchio, a nord in adiacenza si trova il Porto Nuovo (Cala Rossano) protetto da un molo di sopraflutto banchinato. Il porto offre servizi quali: distributore di carburante, acqua, energia elettrica, rifornimento alimentare, ghiaccio e negozi di nautica.

Ad un solo miglio da Ventotene si trova l’isola di Santo Stefano, un grosso scoglio di un paio di chilometri di perimetro, sormontato dal penitenziario borbonico, dove soggiornarono Pertini e l’anarchico Bresci. Vale una visita a terra, con relativa passeggiata e visita alla costruzione ormai abbandonata.

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