Palermo, Capo D’Orlando e Portorosa

L’arcipelago delle Eolie, formato da sette isole che emergono dal mare nel tratto nord-est della Sicilia sono disseminate in un arco di 45 miglia. Dimora di Eolo, dove a predominare più che l’aria è il fuoco, di origine vulcanica con Stromboli e Vulcano in attività, offrendo scenari fra i più vari e contrastanti con paesaggi, coste e fondali di particolare attrazione, godono, inoltre, di un clima mediterraneo particolarmente mite e temperato con poche precipitazioni. Tale clima, permette di frequentare le isole anche nei prime periodi primaverili e nella stagione autunnale inoltrata.

1 settimana ca. 177 miglia

Palermo – Cefalù (36 m); Cefalù – Capo d’Orlando (34 m); Capo d’Orlando – Vulcano (19 m); Vulcano – Lipari (5 m); Lipari – Salina (9 m); Salina – Alicudi (24 m); Alicudi – Palermo (50 m) 

2 settimane ca. 244 miglia

Lipari

Isola maggiore e più popolosa dell’arcipelago, dal suo Comune dipendono tutte le altre isole tranne Salina. E’ dotata di tre porti e numerose possibilità di ancoraggio, che consentono di trovare ridossi con venti da qualsiasi direzione. Tutti sono nella baia ad est dell’isola e risentono, in caso di mareggiate, di forte risacca; il più ridossato è il Porto di Pignataro, mentre il Porto di Sottomonastero è molto aperto ai venti del settore Est. Durante l’alta stagione, è consigliabile ormeggiare ai numerosi pontili davanti alla spiaggia di Marina Lunga. Altri possibili ripari sono: dai venti settentrionali, la Sponda di Vinci a sud di Lipari, offre un buon ridosso dai venti di settentrione; Vallemura sulla costa SW di Lipari, ampia insenatura tra la P.ta di Jacopo e la P.ta di Ponente, anche qui un buon ridosso dai venti di settentrione; Canneto, rada antistante il paese a metà costa E dell’isola, è riparata dai venti occidentali e dallo scirocco.

Salina

Stupenda isola che nell’antichità era chiamata "Didyme" che significa "Doppia". Tale appellativo è dovuto alle due vette coniche molto alte collegate tra loro da una bassa sella. Il suo nome attuale deriva dalla vecchia salina di Punta Lingua. La sella e la stretta e bassa pianura della Costa Est sono le zone abitate e coltivate. L’isola ha due porticcioli: uno a est, davanti al paese di Santa Marina di Salina, l’altro a Sud (Renella); il primo, benché il principale scalo, non è il più attraente, mentre Renella, è costituito da un pittoresco villaggio situato nell’incavo di un’insenatura naturale trasformata successivamente in porto. La malvasia (da cui si produce un ottimo vino) e i capperi sono i prodotti più noti dell’Isola

Panarea

Panarea può essere definita un arcipelago nell’arcipelago in quanto è circondata da tante piccole isole minori. La sua costa è ospitale e sicura quasi ovunque, con ad occidente, grandi scogliere a picco, e a est pendici dolci e verdeggianti. A SE dovete prestare attenzione al gruppo di scoglietti detti Le Formiche, circondati da bassi fondali. Da visitare l’Isolotto di Basiluzzo, le cui scogliere tormentate offrono un impareggiabile spettacolo, ma è consigliabile l’avvicinamento solo con mare calmo. Ad est di Panarea si trova un gruppo di isolotti detti Lisca Bianca dove è presente un fenomeno rarissimo: una solfatara subacquea, a ca. 15 metri di profondità, che emette in continuazione gas e sali di zolfo. Unico e pittoresco è il paese di San Pietro, il cui porto è costituito da un molo di ca. 90 metri e da una banchina lungo la riva, accessibile solo ad imbarcazioni con pescaggio limitato.

Stromboli

Il vulcano, un cono regolare, alto più di 900 metri, venne chiamato nell’antichità "Faro del Mediterraneo", è infatti, forse, l’unico vulcano attivo al mondo in costante attività da almeno 2000 anni. L’arrivo all’isola durante la notte vi emozionerà con il magnifico spettacolo della sua eruzione. Le sue coste sono inospitali, non esiste infatti alcun rifugio in caso di vento forte, proveniente da qualsiasi direzione e i soli punti di ancoraggio, nonché unici centri abitati sono Ficogrande e Ginostra.

Vulcano

E’ separata da Lipari da un canale largo appena 800 metri e dista meno di 12 mg dalla costa settentrionale della Sicilia. E’ costituita da 4 vulcani il più grande dei quali è il "Gran Cratere", alto 386 metri, che ha un’attività limitata a delle fumarole. All’estremità NE dell’isola sembra sorto dal mare Vulcanello, legato da un istmo a Vulcano e alto appena 120 metri; tra i due si affacciano le baie di Porto Levante, caratteristica per la sabbia nera e finissima e Porto Ponente, famosa e frequentatissima per le caldissime acque dovute a fonti sulfuree sottomarine causate dalla fuoriuscita di gas caldi dai fondali. Le coste, formate da scogliere frastagliate e colorate, sono spettacolari. L’unico porto (detto porto di Levante) si trova a Nord ed è ridossato solamente con venti occidentali, mentre per venti provenienti da oriente è più indicato un ancoraggio al Porto di Ponente.

Filicudi

Bellissima isola, con moltissime grotte marine, la più famosa delle quali detta del "Bue Marino", che si riteneva un tempo tana di mostruose creature. L’isola è formata da tre vulcani spenti e veniva anticamente chiamata "Phoenicodes" per la presenza del gran numero di felci. Le coste SO ed ovest sono orlate da numerosi scogli e secche affioranti e le coste scoscese dell’isola, quasi ovunque deserte e difficilmente accessibili, non offrono alcun rifugio sicuro. Il principale agglomerato urbano dell’Isola (Filicudi Porto) è un modesto villaggio situato sulla costa Est, il cui porticciolo è veramente riparato solo con i venti da SO. Dalla Costa NO è ben visibile uno spettacolare obelisco vulcanico alto 71 metri detto La Canna, circondato da secche e bassi fondali ideali per la pesca e l’immersione subacquea.

Alicudi

E’ l’isola posta più ad occidente dell’Arcipelago ed il suo nome deriva da "Ericusa", per il gran numero di eriche presenti nel suo territorio. La forma semisferica e l’origine vulcanica, rendono l’isola difficilmente abitabile, infatti a causa della conformazione del terreno, la popolazione è maggiormente concentrata nella zona orientale. L’Isola non offre alcun ridosso e ci si può avvicinare esclusivamente con tempo buono.

Favignana

La maggiore delle Egadi, è famosa per la tradizionale pesca del tonno. La tonnara di Favignana, che fu la prima per produzione e dimensioni, è fra le ultime due ancora attive in Sicilia. L’unico centro abitato di Favignana sorge in una insenatura detta Cala Principale, che si estende tra Punta Faraglione e Punta S. Nicola, che costituisce anche il porto, ben riparato dai venti del II e III quadrante ma esposto ai venti da Nord. Dall’estremità orientale della Cala si protende verso Nord-Ovest il molo di sopraflutto, banchinato sul lato interno. I due lati della cala sono quasi interamente banchinati: in fondo, invece, si estende una spiaggia dove è presente uno scivolo di alaggio. Due i moli principali: il Molo S. Leonardo, lungo circa 90 m che si protende verso Sud-Ovest dal molo di sopraflutto e il Molo Principale, interamente banchinato, che si protende verso Nord-Ovest dalla riva orientale.

Levanzo

La minore delle Egadi, è famosa per la Grotta del Genovese dove sono incisi dei graffiti testimonianza dell’arte preistorica del paleolitico superiore e dipinti risalenti al neolitico. Ha coste dirupate ed accessibili solo sui lati Nord-Ovest e Sud-Est che cadono ripide da un altipiano culminante con il Pizzo del Monaco (278 m).
L’unico centro abitato, in cui si concentra la maggior parte della popolazione (circa 230 ab.), sorge sulla costa meridionale dell’isola in una insenatura detta Cala Dogana, che costituisce anche il porticciolo, che offre buon ridosso dai venti settentrionali e di ponente. Ha due piccoli pontili banchinati.

Marettimo

È la più montuosa e lontana delle Egadi e culmina con il Monte Falcone (686 m). Più antica geologicamente rispetto alle altre due è, inoltre, più battuta dalle correnti e molto più frastagliata di Levanzo e Favignana. Alcune delle numerose grotte esistenti sul lato di ponente, fino agli inizi degli anni ottanta, erano rifugio della foca monaca (Monachus monachus) ormai scomparsa dalle acque di Marettimo e da quelle siciliane.
Il paese di Marettimo è edificato al centro della costa Est, su Punta S. Simone e il porto è costituito da tre scali, denominati: Scalo Vecchio, quello a Nord; Scalo Nuovo, quello a Sud; Scalo di Mezzo, situato tra i primi due.
Lo Scalo Vecchio, ottimo rifugio dai venti del II e III quadrante, è una cala con fondali di circa 2 metri che presenta numerosi scogli affioranti al centro e sotto costa, protetta a levante da un piccolo molo internamente banchinato. Lo Scalo Nuovo, poco più ampio del precedente e con fondali compresi tra i 5 ed i 3,5 m, è protetto da un molo lungo 200 m banchinato sul lato interno. Lo Scalo di Mezzo, aperto ai venti del II e III quadrante, presenta numerosi scogli affioranti. Una estesa secca rocciosa fronteggia l’abitato e sale con gradiente ripidissimo dai fondali di 40 m fino a pochi metri di quota.

Formica e Maraone

L’isolotto di Formica è interamente occupato da una tonnara ormai abbandonata e di recente trasformata in comunità di recupero per tossicodipendenti. Lo scoglio del Maraone sorge immediatamente a ponente di Formica, in direzione di Levanzo, ricoperto da bassa gariga ed abitato da gabbiani.

Ustica

Conosciuta come la "Perla Nera del Mediterraneo" per le sue rocce laviche, l'isola è localizzata a 35 mg. a Nord di Palermo. Di origine vulcanica, e' la punta emergente di un vulcano sottomarino. Dalle sue complesse vicende geologiche dipendono la bellezza delle coste e dei fondali. Ogni angolo dell’isola rivela paesaggi unici di straordinario fascino e interesse naturalistico. S. Maria, è il paese di Ustica, unico centro dell’isola con poco più di un migliaio di abitanti, il porto naturale è protetto da un molo banchinato all’interno.

Pantelleria

Il Cuore del Mediterraneo, il luogo-centro in cui convergono venti e pensieri. Quel particolare punto in mezzo al mare, a metà strada tra Italia ed Africa, in cui si respira, più di ogni altra parte, l’idea del contatto. E se Pantelleria è una delle più suggestive isole del Mediterraneo lo si deve a quest’anima capace di accogliere e di dare come nessun’altra. Già dalla fisicità dell’isola emerge il suo carattere che accosta con facilità contrasti altrimenti inavvicinabili.Accanto al nero della lava che ha creato le suggestive discese a mare, troviamo il verde della sommità del vulcano dal quale l’orizzonte sembra irrimediabilmente irraggiungibile e il bianco dei caratteristici “dammusi”, le tradizionali case pantesche che rimandano immediatamente al di là del mare, verso sud. Visitare Pantelleria, oggi, è come immergersi in un mondo a parte nel quale ritrovare radici, ricordi, sensazioni, riassunti nell’idea stessa dell’isola, immutabile ed aperta al tempo stesso.